Exception in web requestSystem.Net.WebException: The remote name could not be resolved: 'api.nabaztag.com' at System.Net.HttpWebRequest.GetResponse() at ASP.masterpage_master.page_load(Object sender, EventArgs e) StandardWeb.it è un esempio di implementazione delle WCAG 2.0 - AlessandroMiele

StandardWeb.it è un esempio di implementazione delle WCAG 2.0

View this image in original resolution: WAI - LogoCon grande entusiasmo scrivo che StandardWeb.it è uno dei quattro siti web in cui sono state implementate con successo le WCAG 2.0 Level A e verrà utilizzato come esempio "live" di implementazione.

Il 3 Novembre 2008 sono state pubblicate da parte del W3C-WAI le regole WCAG 2.0 come "Proposal Recommendation".

StandardWeb.it, un'applicazione CMS (Content Management System), sviluppata interamente da Alessandro Miele con tecnologia Asp.Net, è uno degli esempi di implementazione delle regole WCAG 2.0.

Le regole WCAG 2.0 sono un insieme di linee guida che occorre rispettare affinchè un sito web sia accessibile a chiunque tramite qualunque apparecchiatura o qualunque software.

Affinchè un insieme di regole diventi definitivo, diventi cioè una Raccomandazione del W3C, sono necessari alcuni passaggi. Un passaggio fondamentale è la concreta applicazione delle regole in un determinato numero di siti o software web presenti in internet e visualizzabili da tutti. Senza questo passaggio le regole non possono diventare definitive.

Le regole saranno approvate definitivamente nel mese di Dicembre 2008.

Tutti i siti web degli enti pubblici, delle aziende grandi e piccole, dei professionisti, degli hobbisti, dovrebbero essere conformi a queste regole.

Il motivo? Un sito web conforme alle WCAG 2.0 è visualizzabile ovviamente da tutti i computer comuni che ciascuno di noi utilizza in ufficio e a casa, ma in più è visualizzabile anche da chi per navigare in internet, poichè diversamente abile, utilizza strumenti e apparecchiature completamente diversi da quelli che la maggior parte di noi è abituato a vedere.

Un non vedente, ad esempio, per navigare in internet potrebbe utilizzare uno speciale software che con una voce artificiale legge rigo per rigo il contenuto della pagina web. Se la pagina web è stata realizzata rispettando le regole WCAG, il software non avrà problemi. Viceversa, qualora la pagina non fosse conforme alle regole, il software si troverà ben presto in difficoltà offrendo all'utente che ascolta frasi dal significato assolutamente incongruente, e nel peggiore dei casi resterà completamente in silenzio... Immaginate un film con sottotitoli per non udenti con i sottotitoli che non coincidono con quello che realmente viene recitato nella scena o addirittura una serie di trattini e puntini sospensivi... Alquanto triste, direi!

Un sito web conforme alle WCAG consente inoltre ai motori di ricerca di essere molto più efficienti nell'indicizzare le pagine web ed i collegamenti, di conseguenza il risultato finale sarà quello di ottenere un posizionamento molto più congruente ed efficiente.

Ad oggi in Internet i siti web conformi alle regole del W3C sono circa il 5%. Il che non solo rende difficile o quasi impossibile la navigazione da parte degli utenti diversamente abili, bensì comporta che la qualità dei dati contenenti in rete sia molto scadente.

A questo punto ci si potrebbe domandare come mai sia così rara l'applicazione di queste regole e come mai inoltre non esista alcun tipo di sanzione. In verità esistono leggi che definiscono sia i termini che le sanzioni e anche se potrà sembrare insolito, esiste anche in Italia una regolamentazione che ha preso l'appellativo di Legge Stanca (dal nome del ministro che l'ha promossa) ma si riferisce esclusivamente ai siti web delle Pubbliche Amministrazioni. Le specifiche tecniche alle quali devono sottostare tali siti sono descritti nell'Allegato A del D.M. 8 Luglio 2005 e dal quale riporto testualmente il primo punto della premessa:

La definizione dei requisiti tecnici di accessibilità nonché l’articolazione delle attività previste per la verifica tecnica sono stabilite sulla base di:
a) quanto indicato nelle Recommendation del World Wide Web Consortium (W3C) ed in particolare in quelle del progetto Web Accessibility Initiative (WAI); [...]

Dall'Articolo 4 Comma 2 della Legge 9 Gennaio 2004, n.4 riporto inoltre:

I soggetti di cui all'articolo 3, comma 1 [Pubbliche Amministrazioni], non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all'articolo 11. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 11, in caso di rinnovo, modifica o novazione, sono adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della presente legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità, con l'obiettivo di realizzare tale adeguamento entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

L'Articolo 9 recita: L'inosservanza delle disposizioni della presente legge comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ferme restando le eventuali responsabilità penali e civili previste dalle norme vigenti.

Per quanto riguarda infine i privati c'è da dire che per loro non esiste alcun obbligo, fatto salvo quello morale. Inoltre realizzare siti web accessibili è un pò più complesso che realizzarli senza osservare le regolamentazioni: ecco perchè ad oggi solo il 5% dei siti web è realmente accessibile.

Riporto alcuni link di riferimento:

Aspetto commenti ed osservazioni.


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